Nota dell’Avv. Savino Vantaggiato del Movimento Regione Salento – Lecce:

Cosa hanno in comune Niccolò Machiavelli e Carlo Salvemini? Ben poco sul piano dell’acume, ma entrambi incarnano perfettamente il motto “il fine giustifica i mezzi”.
Ho letto ed ascoltato con molta attenzione la conferenza stampa di fine mandato del Sindaco e non ho potuto che notare, ancora una volta, come l’azione politica di questo centrosinistra, per fortuna al capolinea, sia stata da sempre dettata da una folle ideologia che non guarda in faccia i reali problemi e bisogni della città di Lecce.
In un passaggio il Sindaco è stato emblematico. Interrogato sulla disseminazione delle piste ciclabili qua e là, Salvemini ha tagliato corto: “non si può attaccare un governo che spinge per la sostenibilità e la sicurezza”. Per il Primo Cittadino, del resto, è più importate il risultato finale, “l’ultimo rigo” del racconto – ha detto – e poco importa il percorso che conduce alla meta.
Proprio come un Principe machiavellico, Salvemini tradisce un atteggiamento spregiudicato e disinvolto nell’uso del potere.
E invece no, caro Sindaco. Il percorso è forse più importante dello scopo finale. Perché è facile, dopo 5 anni di (mal)governo attaccarsi sulla giacca la spilletta della mobilità sostenibile a suon di chilometri di piste.
Ma per realizzarle, quelle piste, sono stati tagliati parcheggi, si è ingolfato il traffico cittadino, si sono sottratti spazi a residenti e commercianti. Ci si appella ad una sostenibilità che di sostenibile ha ben poco se non il risanamento delle casse gravando sulle tasche dei leccesi (l’ultimo piano traffico, con l’aumento delle tariffe di sosta e l’incremento delle strisce blu ne è una chiara dimostrazione).
Il sindaco poi parla di sicurezza stradale. Ma quale sicurezza? Quella di via XXV Luglio dove, per colpa di una pista ciclabile che sfida le leggi della fisica, si registrano quotidianamente cadute di ciclisti e centauri? La sicurezza raggiunta in Piazzetta Verdi, dove piste rialzate in cemento a fior di carreggiata rendono la circolazione un vero rebus? O ci si riferisce a Via Merine, sempre più in preda al delirio?
Ma forse il Sindaco ha ragione: meglio guardare al risultato finale. Il suo è quello di aver guidato Lecce con un approccio scriteriato, ideologico. Un approccio che i cittadini leccesi non vedono l’ora di mandare nel dimenticatoio.

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