Nota dell’Avv. Savino Vantaggiato del Movimento Regione Salento – Lecce:

Non scopriamo certamente oggi che Lecce è divenuta nel tempo città a scarso livello di sicurezza urbana. Da anni il Movimento Regione Salento denuncia degrado, abbandono e situazioni ad alto rischio sociale specialmente in determina zone dalla città. Eppure solo adesso, in piena campagna elettorale, il Sindaco Salvemini ha avuto il coraggio di incontrare i cittadini. Ma cosa ancor più paradossale, davanti ai leccesi il Primo Cittadino ha messo in atto un maldestro tentativo di scarica barile, invocando addirittura l’arrivo dell’Esercito in città.
Ma non può essere questa la soluzione. Non è militarizzando Lecce che si può risolvere il problema. Questa Giunta ha dimostrato nei fatti tutta l’incapacità a garantire un senso di sicurezza e tranquillità alla cittadinanza (la gestione di Piazza d’Italia, nei pressi del Monumento ai Caduti ne è una chiara dimostrazione.
Serve una visione di politiche di sicurezza ben diversa da quella che il sindaco Salvemini ha attuato fino a questo momento.
Una visione diversa, che non metta a disagio la popolazione che certamente non può tutelarsi distribuendo forze armate nelle vie più buie e sensibili.
Una visione nuova, innovativa, anche in materia di sicurezza urbana. Un esempio, ma soprattutto un aiuto concreto, può arrivare dalla proposta di legge depositata in Regione Puglia a firma del Consigliere regionale Paolo Pagliaro (e sottoscritta da altri 13 consiglieri) che prevede l’istituzione del progetto “Vigile di Quartiere”.
La misura che giace in Consiglio regionale in attesa di approvazione e che volta a potenziare il presidio da parte della polizia municipale, attraverso il modello organizzativo della “polizia municipale di prossimità”.
Il modello, del resto, è quello del Patto per la sicurezza urbana partecipata e integrata sottoscritto a maggio 2019 proprio a Lecce, tra Prefettura, Comune e Regione Puglia. Una legge che metterebbe subito in campo intese e accordi che possano assicurare il coordinamento, anche a livello regionale, degli interventi che puntano a migliorare la sicurezza urbana, la tutela ambientale e la protezione civile.
In capo ai Comuni le legge richiederebbe particolare attenzione ai soggetti a rischio di devianza, con l’organizzazione di campagne informative, interventi di riqualificazione urbana, politiche di mediazione culturale e sociale, vigilanza di quartiere o altri strumenti e figure professionali con compiti esclusivamente preventivi, collaborazione con gli istituti di vigilanza privata, promozione di attività di animazione culturale in zone a rischio, attività per l’integrazione dei cittadini immigrati e ogni altra azione utile a ridurre l’allarme sociale, il numero delle vittime di reato, la criminalità e gli atti incivili.
Questa è strada da perseguire. Sicurezza deve far rima con impegno e prevenzione e non con personale armato dispiegato qua e là.

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