Nota di Donato Fanciullo consigliere comunale di Giurdignano e Responsabile del Dipartimento Cultura Identità del Movimento Regione Salento, e della lista LeAli Giurdignano

“È tutto vero ma non possiamo crederci. Istituzioni regionali, provinciali e comunali a Giurdignano per parlare di Tartufi, sabato 11 maggio al Palazzo Baronale: è l’ultima follia dell’amministrazione comunale di Giurdignano a guida Gravante che, per l’ennesima volta, svende il proprio territorio con un’ingannevole promozione del tartufo in un luogo antico che è terra di Dolmen, di Menhir, di testimonianze bizantine, medievali, di tradizioni antiche come la Tavola di San Giuseppe, di uliveti ma non di tartufi.
Tutto questo accade in uno dei pochissimi paesi del Salento che non ha boschi, non ha una tradizione culinaria fondata sui tartufi e storicamente non ha mai avuto nulla a che fare con il prezioso fungo appartenente a culture profondamente diverse dalle nostre.
Sarebbe stato bello se lo schieramento di forze politiche ed istituzionali messo in campo per parlare di tartufi nel convegno di sabato prossimo si fosse speso, in altre occasioni, per parlare di sviluppo culturale, di megalitismo, di pianificazione economica del nostro paese.
Giurdignano non è e non sarà mai una terra di tartufi. Il fatto che dei privati decidano di creare una tartufaia è un’iniziativa economica cui va il plauso di tutti, ma che non può e non deve identificare un territorio.
Senza considerare l’impatto ingannevole che tutto questo potrebbe avere nei confronti dei turisti, qualora venissero a Giurdignano alla ricerca di ciò che non esiste, se non nell’ambito delle aziende private che lo coltivano.
Siamo stanchi di questa politica fatta di annunci e di iniziative mediatiche, che servono solo a regalare delle vetrine effimere per un giorno e poi lasciano illusioni e macerie per anni. A Giurdignano abbiamo già visto tante vetrine mediatiche e tante passerelle di politici nei tempi in cui si lottava contro la Xylella e abbiamo visto a quali risultati hanno portato.
Speriamo solo che gli assessori regionali, venendo a Giurdignano e osservando il diffuso cimitero di ulivi che ancora ci circonda, si rendano conto di quanto sia in ginocchio la nostra economia, che a differenza di altri siti del Salento era monocolturale, e di quanto non hanno fatto per risollevarci dal dramma della Xylella.
A Giurdignano il prodotto di eccellenza lo avevamo già ed era l’olio d’oliva. Sarebbe bastato espiantare e ripopolare tutti i nostri uliveti piuttosto che proporci delle improbabili soluzioni e dei modelli di sviluppo agricolo che lasciano il tempo che trovano”.

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