Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS:
“La morte di Mario Rotiglio, l’operaio 67enne rimasto schiacciato da un grosso ramo lo scorso 20 luglio mentre era impegnato a spegnere un incendio nelle campagne di Ceglie Messapica, è l’ultima tragedia figlia della mala gestio dell’Agenzia regionale per le risorse irrigue e forestali. Per quella morte ci sono tre indagati, tre funzionari Arif responsabili della gestione e del coordinamento degli interventi. Ma, a prescindere dall’inchiesta della procura di Brindisi, emerge in tutta la sua drammaticità il problema della carenza di personale. Su questo ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore all’agricoltura Pentassuglia, per avere risposte certe sui tempi di revisione del piano assunzionale Arif. Un piano che preveda il reclutamento di operai e non di tecnici, in modo da assicurare la forza lavoro necessaria per svolgere l’attività anti incendio boschivo e anche irrigua affidata all’Agenzia, per colmare la pesante carenza di organico che al momento impedisce la corretta organizzazione del lavoro ed espone a gravi rischi gli operatori. Nella mia interrogazione sollecito anche la dotazione di attrezzature moderne ed efficienti per l’attività antincendio, ora svolta con mezzi inidonei e insicuri; ed entro quali tempi saranno redatti i piani di manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree boschive, rimuovendo gli alberi pericolanti che mettono a rischio non soltanto gli operatori ma anche i frequentatori. Anche sui tempi e sui modi della formazione del personale e dei responsabili della sicurezza Arif, chiedo conto all’assessore.
Nell’intervento che è costato la vita ad un operaio e il ferimento di altri due, sarebbe stata impiegata una squadra d’intervento sottodimensionata. Inoltre, è stato mandato in prima linea un operaio 67enne a pochi mesi dalla pensione, senza tener conto dei rischi dell’impiego di personale attempato in attività particolarmente pericolose come lo spegnimento di incendi. Di regola gli over 60 non dovrebbero intervenire come operatori ma come istruttori, da qui la necessità del turn-over e del riconoscimento dei lavori forestali come disagiati e gravosi.
Da tempo vengono denunciate gravi criticità nella gestione dell’attività anti incendio boschivo affidate all’Arif: gli operai forestali sono costretti ad intervenire con auto e mezzi insufficienti e vetusti, dotati di soffiatori con serbatoi a benzina anziché a batteria, e di latte per contenere la benzina in plastica facilmente infiammabile, anziché in metallo… Ma l’emergenza più grave è la carenza di personale, perché gli operai stagionali assunti a tempo determinato sono del tutto insufficienti a garantire il fabbisogno per la copertura di turni e squadre d’intervento, molti di essi non hanno avuto la prevista formazione. Servirebbero circa 1500 unità, a fronte delle 850 (di cui 362 circa a tempo determinato) attualmente disponibili in Arif fra servizio irriguo e forestale. in caso di incendio la squadra dovrebbe prevedere quattro unità, ma si interviene anche solo in due, con grave rischio per la sicurezza e l’incolumità degli operatori. Tutto questo deve finire, perché la difesa delle aree boschive non può gravare sugli operai, che per senso di responsabilità non si tirano indietro neppure di fronte al pericolo. La vita e la sicurezza dei lavoratori deve essere garantita, e mi auguro che questa ennesima sciagura suoni la sveglia alla Regione, finora inadempiente”.
