Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS

“Dignità e rispetto: è quello che rivendichiamo per l’istituzione e per i cittadini che rappresentiamo. Oggi la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ci ha indotti ad abbandonare l’aula del Consiglio, per protesta dopo l’ennesimo teatrino consumato nelle ultime 24 ore: è stato annullato il programma di rinnovo delle commissioni consiliari che era stato stabilito e concordato, ed è stata convocata last minute una nuova riunione dei capigruppo, letteralmente dalla sera alla mattina. Tutto questo perché la maggioranza non riesce a trovare la quadra per spartirsi al presidenza delle commissioni, perché il presidente Emiliano non ha ancora deciso chi accontentare con questo strapuntino di potere per consolidare gli equilibri traballanti della sua maggioranza-minestrone.
Il nostro gesto, forte ma ben ponderato, è un segnale che abbiamo voluto lanciare al governatore e alla giunta: non ci stiamo ad essere trattati da garzoni, vogliamo dare senso e seguito alla nostra attività. Prendiamo le distanze da questo mercato delle vacche, e in generale da una gestione del consiglio regionale che non rispetta i consiglieri e il loro lavoro. Mozioni impantanate e non eseguite, anche quando approvate all’unanimità; proposte di legge che riescono ad arrivare in aula solo grazie alla scorciatoia dell’articolo 17 dello statuto del consiglio, per aggirare il passaggio nelle commissioni che sono nelle sabbie mobili; leggi approvate e inapplicate per mancanza dei regolamenti attuativi. Un esempio su tutti: la mia proposta di legge per l’istituzione della Fondazione Tito Schipa, approvata all’unanimità da due anni ma chiusa in fondo a qualche cassetto della Regione, nonostante la dotazione di 450mila euro già stanziati.
È in gioco la credibilità, nostra e del consiglio. Da qui la decisione di un gesto eclatante, che suoni come un avvertimento al governo della Regione. Chiediamo serietà e rispetto per la minoranza, soprattutto alla vigilia della discussione del bilancio di previsione. A meno che non vogliano approvarselo tra loro come hanno fatto oggi con l’assestamento di bilancio, in barba all’abc della partecipazione e della democrazia tanto decantate da Emiliano e compagni”.

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