L’intervista su Quotidiano:
1) quanto è importante avere un quadro normativo che inquadri ed esalti il Salento archeologico?
Un quadro normativo dedicato al Salento archeologico è cruciale per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico. Con regole ben definite, è possibile preservare i siti storici rendendo il territorio ancora più attraente per il turismo culturale. Inoltre, una normativa efficace può incentivare progetti che portano benefici economici e culturali alla comunità, sostenendo ricerche e collaborazioni con enti scientifici. Ho già presentato una Proposta di Legge per promuovere la conoscenza delle antiche città messapiche e valorizzarne il patrimonio archeologico, un progetto di ampio respiro. Già diversi anni fa ho pubblicato il libro “Messapia. Terra tra due Mari” e sono stato tra i primi a trattare di questa valorizzazione.
Così come ho proposto ed è stata approvata in consiglio regionale la mozione per iniziare l’iter per ottenere il riconoscimento delle Grotte salentine come Patrimonio Unesco.
Ora stiamo lavorando su una nuova Legge per valorizzare Lecce come Città Romana che presenteremo nei prossimi giorni.
2) l’incontro tra il ministro Giuli e il sindaco Poli ha posto le basi a finanziamenti per Lecce, Rudiae e Castro. Quale lavoro sarebbe opportuno per coinvolgere tutto il territorio?
Far diventare tutti protagonisti con l’auspicio di non disperdere finanziamenti, anzi intercettarne quanti più possibile. Con le mie proposte di Legge, c’è l’idea anche della archeologia sperimentale, proprio per far venire in rilievo beni, arti e tecniche di un tempo. Per centrare l’obiettivo e mettere insieme tutti gli attori istituzionali: Ministero, Regione, Enti Locali, Comuni e Università. Alla base ci deve essere la condivisione del lavoro e degli obiettivi
3) Quali le potenzialità di sviluppo e ricchezza legate ai tesori archeologici e storici?
Il Salento ha un enorme potenziale di sviluppo economico e culturale grazie ai suoi tesori archeologici e storici. Risorse come le grotte preistoriche, i siti messapici, le vestigia romane, le chiese barocche, le masserie antiche e i tanti monumenti, possono attrarre un turismo culturale di alto livello. Investire nella valorizzazione e conservazione di questi siti potrebbe ampliare la stagione turistica, solitamente concentrata in estate, e aumentare le opportunità di lavoro nel settore turistico e culturale. Inoltre, lo sviluppo di musei interattivi, percorsi didattici e festival a tema storico-archeologico potrebbe incentivare l’economia locale e fare del Salento un polo di richiamo per studiosi, studenti e appassionati di storia.

