Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e presidente Movimento Regione Salento

“Di nuovo uniti dall’unica bandiera della difesa del paesaggio dall’assalto sregolato dell’eolico offshore, domenica 17 marzo ci ritroveremo a Porto Miggiano, luogo simbolo della nostra protesta, dove abbiamo già manifestato il 21 novembre 2021 e il 1° maggio 2022, per ribadire che il nostro patrimonio di bellezza non è in vendita.
Non sarà un no ad un impianto in particolare, ma a tutti quelli che – per come sono stati progettati – minacciano di sfregiare il mare e le coste. Per questo, da anni, invochiamo un piano regolatore del mare con paletti che delimitino le aree destinate all’uso di produzione energetica e che quindi possono ospitare le centrali del vento galleggianti. E in Consiglio regionale abbiamo presentato una mozione che ricalcava le 72 delibere dei comuni interessati che hanno detto il loro NO a questi impianti; inoltre ho chiesto un consiglio monotematico per discutere di questa insensata invasione e attendiamo di trovare una soluzione, tutti uniti, Comuni e Regione, per far vincere il buonsenso.
Solo adesso vediamo esprimersi la Regione contro un progetto, ma finora ha fatto l’indiano e, col suo silenzio, ha spalancato le porte alle multinazionali e alla colonizzazione delle nostre acque. Senza fermare le speculazioni, senza dire una parola contro tutti i progetti incompatibili con la proposta di pianificazione dello spazio marittimo inviata al Ministero, dove fornisce un indirizzo sulle aree in cui concentrare gli impianti eolici offshore. Proposta che abbiamo pubblicamente apprezzato per quanto riguarda l’indicazione delle zone marine già sfruttate, come i porti industriali. Ma sull’indicazione della linea di confine delle 12 miglia dalla costa, non ci siamo: troppo poche per garantire che questi mostri galleggianti, che superano addirittura i 300 metri di altezza, non vadano ad impattare visivamente con panorami da preservare.
E non è solo questione di distanza: più volte abbiamo evidenziato i danni collaterali ai fondali marini e a terra, dovuti alle infrastrutture di ancoraggio e di allaccio alla rete energetica; lo stress per la fauna marina; le interferenze con le attività di navigazione e di pesca; l’impatto acustico prodotto da un esercito di turbine in mare. E poi c’è un discorso di misura: la concentrazione di progetti lungo le coste salentine e pugliesi va davvero oltre ogni limite, se consideriamo che nel solo capo di Leuca sono stati presentati progetti che prevedono concessioni demaniali marittime per 600 chilometri quadrati, quattro volte il territorio dell’unione dei comuni del capo di Leuca.
Ed è anche questione di equità che riguarda il federalismo energetico: ogni territorio faccia la sua parte. Poiché la Puglia è già seconda in Italia per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, e prima per l’eolico con il 25,2% del totale nazionale, crediamo di aver già dato abbondantemente, sacrificando il nostro paesaggio ad insediamenti eolici e fotovoltaici selvaggi senza riceverne alcun beneficio in cambio, neppure in termini di sconto in bolletta.
L’iniziativa di protesta di domenica prossima a Porto Miggiano servirà a ribadire tutto questo: non siamo mare né terra di conquista, perché la pioggia di nuove richieste d’insediamento non risparmia terreni e zone di pregio già inaridite dal flagello della xylella e che adesso hanno bisogno di essere rinverditi e riforestati con nuove coltivazioni per rigenerare vita e produzioni al Salento e non possono essere svenduti e ridotti a campi per il fotovoltaico. Chiediamo rispetto per la volontà dei territori e dei Comuni che si sono già espressi con delibere contro alcuni progetti, e che domenica 17 marzo manifesteranno insieme a noi”.

Sono stati invitati i parlamentari ed in consiglieri regionali, hanno già dato la loro adesione i consiglieri regionali Antonio Gabellone e Paride Mazzotta, il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva.
Di seguito inseriamo l’elenco dei Comuni che hanno già aderito e parteciperanno sicuramente con il sindaco o il vicesindaco oppure un delegato:
1. Alessano
2. Alezio
3. Alliste
4. Andrano
5. Aradeo
6. Arnesano
7. Bagnolo del Salento
8. Botrugno
9. Calimera
10. Campi Salentina
11. Cannole
12. Caprarica di Lecce
13. Carmiano
14. Carpignano Salentino
15. Casarano
16. Castri di Lecce
17. Castrignano dei Greci
18. Castrignano del Capo
19. Castro
20. Cavallino
21. Collepasso
22. Copertino
23. Corigliano d’Otranto
24. Corsano
25. Cursi
26. Cutrofiano
27. Diso
28. Galatina
29. Galatone
30. Gallipoli
31. Giuggianello
32. Giurdignano
33. Guagnano
34. Lequile
35. Leverano
36. Lizzanello
37. Maglie
38. Martano
39. Martignano
40. Matino
41. Melendugno
42. Melissano
43. Melpignano
44. Miggiano
45. Montesano Salentino
46. Morciano di Leuca
47. Muro Leccese
48. Nociglia
49. Novoli
50. Ortelle
51. Otranto
52. Palmariggi
53. Parabita
54. Patù
55. Presicce-Acquarica
56. Poggiardo
57. Racale
58. Salice Salentino
59. Salve
60. Sanarica
61. San Cassiano di Lecce
62. San Cesario di Lecce
63. San Donato di Lecce
64. Sannicola
65. San Pietro in Lama
66. Santa Cesarea Terme
67. Seclì
68. Scorrano
69. Sogliano Cavour
70. Soleto
71. Specchia
72. Spongano
73. Squinzano
74. Supersano
75. Surano
76. Surbo
77. Taviano
78. Trepuzzi
79. Tricase
80. Tuglie
81. Uggiano La Chiesa
82. Ugento
83. Veglie
84. Zollino

Comuni che non hanno ancora aderito:

Gagliano del Capo
Lecce
Minervino di Lecce
Monteroni di Lecce
Nardò
Neviano
Porto Cesareo
Ruffano
Sternatia
Taurisano
Tiggiano
Vernole

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