Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS
“Sul pallottoliere di Emiliano, i conti non tornano. Un’altra seduta del Consiglio regionale sprecata, andata in fumo per mancanza del numero legale, e non per colpa dell’opposizione. Abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata di una maggioranza alle corde, sempre più sfilacciata, divisa perfino su provvedimenti bandiera come l’autonomia differenziata e il documento di economia e finanza. Un fuoco incrociato di veti e puntigli, col risultato di tenere in stallo il Consiglio.
Alla figuraccia di una settimana fa – con la delibera monca sul referendum contro l’autonomia differenziata a cui mancava l’indicazione dei delegati da inviare a Roma per il deposito dei quesiti referendari – è seguita la lite sui nomi da designare, e oggi il gran finale: non sono stati in grado di approvare la delibera. Uno spettacolo avvilente. Ancora una volta siamo costretti ad assistere ad una farsa di questa maggioranza sbrindellata e pasticciona, che non trova la quadra su niente.
Da parte nostra, insistiamo sulla inutilità di un referendum figlio della propaganda politica e di una crociata ideologica che rinnega la verità storica dei fatti, perché è stata proprio la sinistra ad innescare il processo di autonomia differenziata delle Regioni nel 2001, con la riforma del Titolo V della Costituzione rimasta incompleta da 23 anni. Prima la sinistra ha voluto l’autonomia, poi l’ha rinnegata quando questa legge se l’è intestata la Lega. Sud contro Nord, poveri contro ricchi: tutto si riduce a slogan. Questa battaglia è solo faziosa e strumentale: la sinistra di Emiliano afferma che la riforma spaccherebbe in due l’Italia, quando di fatto lo è già, e potrebbe essere ricucita proprio grazie all’autonomia differenziata concessa alle Regioni, se si mettessero in equilibrio i livelli essenziali delle prestazioni. Che vuol dire uguali diritti per tutti i cittadini italiani, da Sud a Nord.
Se parliamo di Sud contro Nord, da meridionalista, sono il primo a dire che il Sud ha perso anziché guadagnare dall’Unità d’Italia. Il Meridione è stato conquistato e non liberato, è stato penalizzato, e da sempre mi batto per liberare il Sud dalla zavorra dell’arretratezza e delle sperequazioni. Ma la riforma del titolo V, monca e iniqua, voluta dalla sinistra 23 anni fa, va completata. La riforma dell’autonomia differenziata è necessaria, e bisogna discuterne nel merito, non rifiutandola a prescindere, solo per fare opposizione al Governo”.
