Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS:

“Ci risiamo: ancora avvisi di pagamento recapitati dalla Asl di Lecce a casa dei cittadini, per non aver disdetto la prenotazione di visite specialistiche o esami diagnostici. Alcuni avvisi si riferiscono addirittura a prenotazioni del 2016: parliamo di otto anni fa. C’è chi, preso dal timore di ulteriori sanzioni, paga. Ma si tratta di somme non dovute: lo ha dichiarato l’assessore alla sanità Rocco Palese in Consiglio regionale, rispondendo ad una mia interrogazione. Era il 5 aprile 2022 (verbale stenografico in allegato). A mia precisa domanda, l’assessore rispose: “Un’iniziativa tardiva, inopportuna e sbagliata, cui non verrà dato seguito”.

Ribadisco dunque ai tanti cittadini che mi contattano allarmati, poiché raggiunti da questa richiesta perentoria di saldare il presunto debito entro sessanta giorni dalla notifica, che non c’è bisogno di dimostrare, tanto più a distanza di anni, l’avvenuta disdetta, fatta il più delle volte di persona o al telefono, senza il rilascio di alcun documento da parte degli uffici.

“Non ci sarà nessun impiegato, addetto ai Cup, che potrà certificare che non sia avvenuta la telefonata. Per questo le ho detto che è stata un’iniziativa sbagliata. Più di questo non posso dirle in questa sede. Il rimedio si è già posto”: questo ha dichiarato l’assessore Palese. Pertanto, la Asl di Lecce smetta di vessare i cittadini con l’invio di queste richieste, e invitiamo chi le ha già ricevute ad ignorare avvisi di pagamento relativi a presunte mancate disdette di visite ed esami medici prenotati anni fa”.

 

 

 

https://seduteonline.consiglio.puglia.it/play.php?flv=PUGLIA_82514_101737_001_20220405&q=palese&odg_q=&time=&istance=&b=0

 

Di seguito il resoconto stenografico della discussione in aula del 5 aprile 2022:

 

PALESE: Questa è un’iniziativa dettata non so da che cosa, nessuno capisce perché sia stata assunta. Una cosa è certa: attualmente mi risulta che, in attesa di chiarire tutto il procedimento e questa cosa sbagliata che hanno fatto – lo diciamo seccamente, è una cosa sbagliata che hanno fatto – non possono procedere ad alcunché.

PAGLIARO: Domando di parlare.

PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

PAGLIARO: Mi sembra di aver capito che possiamo rassicurare i cittadini che non subiranno alcun tipo di iniziativa per recuperare questi importi, che è tutto sospeso. Io mi auguro che possa essere annullato tutto, assessore. Non lasciamo nel limbo questa situazione. Gli utenti sono tantissimi, nella stragrande maggioranza, ripeto, hanno disdetto con una telefonata o di persona, quindi non hanno nessuna prova documentale e non possono neanche averla la prova documentale di aver chiamato un numero, ripeto, a pagamento, senza ottenere risposte. Cosa devono fare? Devono registrare che chiamano al telefono un po’ come fanno in televisione e poi non risponde nessuno, per poter dire “ho chiamato e non mi hanno risposto”?

Piuttosto che questa sospensione, le chiedo e chiedo al Governo regionale di abolire, di annullare con una lettera, con una missiva a questi cittadini, dicendo che non sono più sotto questo balzello e non c’è alcuna necessità che paghino questo importo. Ci dà questa rassicurazione, assessore? Oltre alla sospensione, chiediamo l’annullamento di queste sanzioni.

PRESIDENTE: Ha facoltà di parlare l’assessore Palese.

PALESE: Io penso di essere stato abbastanza chiaro. All’interno della ASL c’è un’istruttoria. Noi sull’istruttoria non possiamo intervenire. Io, però, siccome seguo questa cosa, come tante altre, la sto informando che intanto è sospeso tutto e l’istruttoria tende a fare queste verifiche. Poi, lei, Presidente Pagliaro, sa molto meglio di me che non ci sarà nessun impiegato, addetto ai CUP che potrà certificare che non sia avvenuta la telefonata. Per questo le ho detto che è stata un’iniziativa sbagliata. Più di questo non posso dirle in questa sede. Il rimedio si è già posto.

 

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