Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS:

“Rabbia e ribellione sono i sentimenti che ogni salentino prova alla vista della cartina dell’Italia che disegna le reti ferroviarie del futuro. Quella linea rossa dello sviluppo ad alta velocità che si ferma a Bari e taglia fuori l’intero Salento è uno schiaffo in pieno volto ad ogni cittadino delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, condannato all’emarginazione e a servizi ferroviari di serie B per decisioni calate dall’alto, sulla base di analisi costi-benefici insulse. Che senso ha valutare l’opportunità di un’opera da realizzare, prendendo in considerazione i dati di traffico e di passeggeri attuali, quando la gente è costretta a prendere altri mezzi per evitare viaggi della speranza con cambi obbligatori e tempi di percorrenza lumaca? Ora Rete Ferroviaria Italiana annuncia che verrà valutata l’ipotesi di un progetto ad alta velocità anche per la linea adriatica, e dunque per il Salento. Ma l’analisi di fattibilità chiesta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Rfi non diventi l’ennesima barzelletta, l’ennesima presa in giro. È dal 2010 che ci sentiamo propinare le analisi costi-benefici per giustificare la mancata estensione dell’alta velocità ferroviaria fino a Lecce. E le abbiamo sempre contestate, in forza di un semplice ragionamento: se c’è l’offerta, si costruisce la domanda. Se si prende in considerazione la realtà disagiata attuale per valutare gli sviluppi e le ricadute di interventi innovativi, si resta impantanati nelle sabbie mobili del nonsipuotismo. Noi invece siamo convinti che l’alta velocità ferroviaria metterebbe il turbo alla crescita del Salento, e per questo ne abbiamo fatto la madre di tutte le nostre battaglie di riscatto, sulla base di quello che non è uno slogan ma la realtà: l’Italia comincia a Santa Maria di Leuca e non finisce a Bari. Non ci stiamo ad essere trattati come periferia dell’impero, e rivendichiamo un servizio pubblico ferroviario moderno ed efficiente, al pari degli altri territori regionali.
Questo slogan ha scandito la nostra azione politica, le manifestazioni e i sit-in, ha animato un movimento di orgoglio e rivalsa del Salento contro la marginalizzazione decisa sui tavoli romani e baresi, che ci hanno relegato a progetti di ripiego come la velocizzazione della linea Bari-Lecce. La sostanza non cambia: i treni corrono fino a Bari, e chi è diretto a Lecce, Brindisi e Taranto è costretto a scendere e cambiare binario, coi bagagli al seguito, per attendere un nuovo treno che lo porti a casa. Quindi, il nuovo studio di Rete Ferroviaria Italiana tenga conto dello straordinario potenziale del Salento in termini di attrattività turistica e vitalità economica, e valuti la reale spinta propulsiva che l’alta velocità ferroviaria potrebbe dare alla nostra terra, garantendo una mobilità rapida e moderna ai pendolari salentini e ai turisti che lamentano trasporti antiquati”.

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