Nota di Giovanni Casarano, consigliere provinciale, portavoce del Movimento Regione Salento

“Si parla e si riparla di disparità tra gli aeroporti di Bari e quello del Salento e ancora una volta ci preme sottolineare la realtà dei fatti.
Il problema dell’aeroporto del Salento esiste e sono ormai tanti anni che combattiamo chiedendo soluzioni per ogni criticità. Riteniamo che questa sia un’ingiustizia clamorosa, visto che il Salento è isolato sotto i profilo dei collegamenti, dunque dovrebbe avere un aeroporto più forte perché il nostro territorio è a forte vocazione turistica ancor di più rispetto a Bari. Se il Salento fosse una regione l’aeroporto del Salento sarebbe internazionale, di primo livello. Dunque la Puglia avrebbe il suo aeroporto e il Salento il suo.
Basta guardare i numeri che abbiamo sempre messo in evidenza per accorgersi della disparità enorme di trattamento tra l’aeroporto di Bari e quello del Salento: tagli di voli, un terzo di voli rispetto allo scalo barese, mancati collegamenti ferroviari e su gomma con le maggiori località salentine. Chiediamo incessantemente una programmazione seria alla società controllata Aeroporti di Puglia S.p.A. che dovrebbe puntare a una distribuzione equilibrata di rotte e voli fra gli scali di Bari e Brindisi, ma i nostri appelli cadono sempre nel nulla di una gestione completamente sbagliata.
La soluzione è solo una, la indichiamo da tempo di fronte a questa cecità nei confronti del Salento.
Se noi avessimo la nostra cabina di regia con poteri, funzioni e risorse cambierebbe la musica.
Se il Salento fosse regione, come di fatto è per numero di abitanti, perché siamo un milione e 800 mila persone e dunque siamo già l’undicesima regione d’Italia prima di Sardegna, Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli, Trentino, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d’Aosta, non esisterebbero tutte queste disparità.
Inutile parlare del sesso degli angeli se non si riesce a comprendere che fino a quando una terra così vasta resterà legata alle logiche baricentriche, si ritroverà sempre a recitare la parte della Cenerentola.
Fino a quando ci sarà Bari a fare da asso piglia tutto, il nostro territorio sarà costretto all’isolamento, il divario tra il Salento e l’area barese è aumentato con l’istituzione dell’Area Metropolitana di Bari e il nostro territorio deve accontentarsi di vedere progredire un’altra area, quella barese.
Il nostro slogan è una realtà inopinabile che però non è compresa dalla politica: “l’Italia inizia a Leuca non termina a Bari”.
Questo non riguarda solo l’aeroporto del Salento ma l’intera rete di infrastrutture. Inutile dire che l’autostrada si ferma a Bari. Così come stiamo combattendo la battaglia per l’Alta velocità che si fermerà a Bari, altra grave ingiustizia. Da anni spingiamo per avere la Metropolitana di Superficie perché qui viaggiamo su vecchie littorine, su treni a gasolio; così come chiediamo a gran voce la strada 4 corsie Lecce-Taranto, combattiamo per avere strade sicure, la SS 275, 274, bisognerebbe valorizzare i porti di Brindisi e Taranto.
Sono tanti gli argomenti che trattiamo sempre e la soluzione è solo una: il Salento merita di essere regione e di slegarsi dalle logiche politiche legate all’imperante baricentrismo”.

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